Lo stupore arriva nel bel mezzo della vendemmia. Una vendemmia ritardata dalle piogge torrenziali degli scorsi giorni che hanno condizionato duramente i lavori per la raccolta delle uve primitivo e negroamaro.
Ma come spesso accade, proprio nei momenti più bui il sole torna a splendere. E lo fa nel migliore dei modi, irradiando i suoi raggi ed il suo calore fin nel profondo.
Due medaglie che premiano il duro lavoro di questi giorni e lasciano ben sperare per tutto il lavoro futuro che da qui in avanti ci sarà per la trasformazione delle uve.
Non due medaglie qualsiasi. Due medaglie d’oro.
Una a conferma della qualità già riconosciuta del nostro Salice Salentino Messapico che, dopo l’Argento assegnato dai giudici nel 2015, fa un bel passo in avanti nella strada che conduce all’eccellenza.
E poi c’è la rivelazione. La vera sorpresa, quella che brami ma che non ti aspetti: la Medaglia d’Oro assegnata ad un vino che l’oro ce l’ha nel nome: il Negroamaro Enneoro. Un vino tanto semplice e giovane quanto caratteristico del varietale che rappresenta: gusto pieno, equilibrato e di buona freschezza, dal profumo fragrante che ricorda sentori di frutta matura, confettura di ribes e lamponi.
Una grande soddisfazione per l’Azienda tutta, per il produttore e per l’enologo.
Un motivo di orgoglio che fa capire che anche nei vini meno elaborati e complessi si può nascondere un tesoro. Una sorpresa che va condivisa con i sensi. Un risultato che va condiviso con tutti gli eno-appassionati.
E allora, alla salute!